Introverso1

Introverso2

Introverso3

Ulian centrale

La forma dentro la forma è stata l’idea che ha accompagnato sin dall’inizio il progetto Introverso di Paolo Ulian per antoniolupi. Un progetto nato osservando la lavorazione di sbozzo delle sculture di marmo, in cui la forma tridimensionale è delineata da una serie regolare di tagli gestiti da una macchina a controllo numerico.

 Si vengono in questo modo a formare sottili lamelle di marmo, i cui bordi esterni una volta spezzati, svelano la scultura grezza celata al suo interno.

Intro45 1

Intro45 2

Intro45 3

Un blocco di marmo bianco Carrara, tornito e alleggerito da una serie di tagli che lasciano intravedere la sua anima interna, la forma dentro la forma. Il blocco di marmo perde il suo aspetto monolitico e si trasforma in qualcosa di etereo, trasparente, che racchiude un’anima segreta. 

Anima che può rimanervi nascosta, lasciandosi intravedere dai sottili giochi di luce, o può essere lentamente svelata spezzando i bordi delle lamelle.

Sala mostra

Introversi fiera

Introverso laboratorio 1

Sala mostra3

Introversi non formati

Lavorazione controverso

La tecnologia incontra la natura, l’evoluzione mantiene viva la memoria, il progetto permette di raccontare una storia. La forma viene generata per sottrazione come in una scultura, antica e contemporanea allo stesso tempo. Controverso nasce dal pensiero, dall’azione e trasforma il prodotto in esperienza. Un blocco di marmo viene solcato dalle fresature della macchina e poi interpretato dalla mano dell’uomo per dare vita a forme diverse. Una proposta che nasce dal rispetto per la natura condiviso da Paolo Ulian e antoniolupi, un percorso sul marmo declinato in diverse collezioni che si inseriscono nel solco tracciato dai maestri che da sempre hanno interpretato questo materiale nobile.

Controverso è un monolite in marmo dalla forma stereometrica, squadrata, che viene lavorato per far esplodere tutta la sua forza intrinseca. Un gesto forte e delicato allo stesso tempo, un’interpretazione dell’atto creativo che incontra la produzione, un lavabo che trova posto in ambienti contemporanei ma anche in contesti diversi.

Controverso 2

Controverso 1

Dalla materia più antica all’illusione di dare forma all’immateriale, dalla tradizione scultorea del “tutto tondo” alla suddivisione in piccole parti delle superfici per dar vita a un volume che è espressione della “sottrazione” di tanti piccoli punti. Il nome dice tutto: un pixel è un elemento puntiforme che compone un’immagine digitale, è insomma l’elemento più piccolo che la costituisce. La scomposizioni in singoli pixel della superficie, una sorta di mosaico tridimensionale,  conferisce un aspetto inedito al lavabo in marmo Pixel. Una forma che nasce per sottrazione, un’idea dell’uomo che prende vita grazie all’impiego della macchina e viene poi definita nel suo aspetto finale ancora attraverso le scelte dell’uomo.

Tradizione e tecnologia si incontrano in una forma unitaria scomposta, sezionata, solcata da un reticolo ortogonale, un volume cilindrico sul quale la macchina ha tracciato un segno netto e preciso secondo un progetto che lascia aperte infinite possibilità compositive, un lavabo freestanding che cambia continuamente volto perché eliminando i tasselli l’immaginazione prende forma, l’immagine si rivela,  l’essenza viene alla luce.  Luci e ombre, profondità e rilievi, accostamenti e lontananze, connessioni e isolamenti. Il gioco dei pixel che formano il lavabo è tutto orientato sulla consequenzialità, sulla prossimità, sul decoro che nasce dalla materia stessa. Un gesto, quello della sottrazione, che rivela la forma, che permette di personalizzare il volume, che amplifica la concezione tridimensionale del progetto. Pixel è sottrarre per comporre.

Intreccio  1

INTRECCIO

Il lavoro dell’uomo incontra la natura per dar vita a Intreccio, il lavabo freestanding interamente realizzato in marmo, che gioca sul rapporto tra leggerezza del segno e la solidità del materiale utilizzato, sull’equilibrio tra un artificio sofisticato e una forma apparentemente naturale. Intreccio rappresenta la naturale evoluzione del percorso intrapreso più di un anno fa da antoniolupi e Paolo Ulian per indagare il rapporto tra un materiale antico e nuove tecniche di lavorazione.

Iconico come i precedenti lavabi della collezione, dinamico, per la particolare geometria dei layer concentrici che vengono sfalsati quando vengono sovrapposti procedendo verso l’alto così da determinare un gioco di chiaroscuri e pieni e vuoti ottenuto unicamente dalla variazione della luce sulle forme concave o convesse. Intreccio nasce infatti da un blocco di marmo sul quale sono stati ottimizzati i tagli per ricavare tutte le parti necessarie a dar vita a un volume tridimensionale. Le tecnologie di lavorazione a controllo numerico hanno permesso di ottenere forme curvilinee e sottili, leggere quasi come se fossero di un altro materiale e non di marmo.

Domus

Domus

intreccio di intrecci - leggi la press

Intreccio lavorazione

Intreccio rotto

Intr cc2

Intr cc1

Paolo Ulian

Si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara e successivamente si diploma all’ Isia di Firenze. Alla fine del 1990 é assistente nello studio di Enzo Mari a Milano dove collabora fino al 1992. Successivamente si dedica alla sperimentazione e partecipa a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Durante la settimana del design a Milano nel 2000 espone al Salone Satellite dove vince il primo premio del Design Report Award. Nel 2009, Beppe Finessi cura la sua prima mostra personale alla Fabbrica del Vapore a Milano. Nel gennaio 2010 viene ospitata alla Triennale di Milano la sua seconda personale curata da Enzo Mari. Nel 2011 vince il 1° Social design Prize promosso dall’ADI e nel 2013 partecipa alla VI edizione del Triennale Design Museum con un’ istallazione dedicata a Vico Magistretti.

Dal 2014, cura l’allestimento delle mostre annuali alla Fondazione Magistretti a Milano. Parallelamente al suo lavoro di designer svolge attività didattica presso numerosi atenei e scuole di design. Ha collaborato con Droog Design e con alcune aziende italiane come Driade, Fontana Arte, Danese, Zani&Zani, Azzurra Ceramiche, Up Group, Skitsch, Officinanove, Zava Illuminazione e dal 2106 ha iniziato a collaborare con Antonio Lupi. Alcuni suoi progetti sono entrati nella collezione permanente del Triennale Design Museum, del London Design Museum e del Montreal Museum of Fine Art.